Quando si parla di Bocca della Verità ci si riferisce a qualcosa che va ben oltre il grande volto in marmo che si trova a pochi passi dal cuore di Roma. È innanzitutto una leggenda medievale che narra dell’esistenza di una statua capace di mordere la mano di chiunque mentisse inserendola nella sua bocca. Questo testo del 1891, scritto da Ersilia Caetani Lovatelli, una delle rare archeologhe e studiose di antichità nella società italiana dell’epoca, esplora la connessione tra la leggenda e il curioso oggetto romano, evidenziandone la trasformazione da tombino per lo scarico delle acque reflue a scultura agente capace di rivelare la verità. Centrale nell’analisi è il paradosso dei giuramenti equivoci: come individui astuti riescano a superare questo tipo di prove attraverso affermazioni tecnicamente veritiere ma deliberatamente ingannevoli. Oggi la Bocca della Verità di Roma è un’attrazione turistica, con migliaia di visitatori ogni anno che ripetono, fotografandosi, lo stesso gesto secolare. Questa traduzione conserva il testo originale per intero, ma abbiano aggiunto alcune immagini tratte dalla storia dell’arte e dalla cultura popolare.
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